GOTOECO PER LA VALORIZZAZIONE DEL TERRITORIO

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L’ITINERARIO DI GIANCARLO

 

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Monte Sei Busi - Panorama - Alture di Polazzo e San Martino - Monumento Corridoni - Trincea Mazzoldi - Busa de la Scudela. (Fogliano Redipuglia)

 

partenza

Longitudine 13.49352 - latitudine 45.84935

caratteristiche dell’itinerario

Storico, naturalistico

durata

90 minuti

difficoltà

Media

periodo consigliato

Sconsigliato d’estate a causa dell’alta probabilità di trovare delle vipere

abbigliamento

Sportivo

come farlo

A piedi

cosa vedere nei dintorni

Sacrario Militare di Redipuglia

dove dormire e mangiare

a. Agriturismo “Ai Trosi”

via S. Elia,

Fogliano Redipuglia

(+39.347.3478918)

b. Trattoria “Al Chiosco”

via III Armata 50,

Redipuglia

(+39.0481.488331)

c. Pizzeria Ristorante “Europa”

via III Armata 98,

Redipuglia

(+39.0481.489030)

 

 

Il percorso che ho deciso di proporvi è profondamente legato a quella che è la mia esperienza personale e affettiva: vi accompagnerò in un luogo che sin da bambino ha suscitato in me sorpresa e meraviglia, oggetto di una leggenda riscritta in dialetto dal poeta e scrittore Silvio Domini, detta “Busa de la Scudela”. L’itinerario parte dal Monte Sei Busi (1): prenderete via Carso salita per circa 350 m fino ad incontrare un belvedere sulla sinistra, dove potrete parcheggiare la macchina. Percorrerete a ritroso un tratto di strada finché imboccherete sulla destra il sentiero esistente. Mi raccomando: fate attenzione alle zecche e alle vipere! Lungo il sentiero potrete notare delle tracce di pneumatici, sono i segni lasciati dalle macchine dei cacciatori che hanno alcune poste lungo il percorso. A causa di un recente incendio vedrete lungo questa strada molti alberi ed arbusti secchi, una volta qui tutto era brullo e c’erano le caprette che pascolavano. Procedendo sempre per lo stesso sentiero potrete scorgere ad un certo punto le Alture di Polazzo e il Panorama di San Martino (2) e, dopo circa 350 m, il Monumento Corridoni (3). Camminando potrete notare le tipiche rocce carsiche dalla particolare conformazione legata all’azione degli agenti atmosferici. Prima di svoltare a sinistra e scendere così lungo un sentiero scosceso che vi porterà alla Busa, incontrerete sul vostro cammino a pochi metri dall’ultima tappa la “Trincea Mazzoldi”(4), che risale alla Prima Guerra Mondiale e che si è conservata fino ai giorni nostri. Da questo punto potrete godere della vista di Doberdò del Lago, proprio di fronte a voi. Girerete ora a sinistra scendendo lungo il sentiero scosceso di prima per 200 m, facendo attenzione a dove mettete i piedi e, in particolare, evitate il cardo che è estremamente pungente! Dopo questa discesa sulla vostra destra, nascosta da alcuni alberi, potrete trovare la “Busa de la Scudela” (5). Si tratta di una dolina con all’interno una roccia dalla quale scaturisce una piccolissima sorgente: l’acqua proveniente da questa fonte termina la sua corsa in una piccola buca scavata nella roccia stessa che ha preso il nome di “Scudela”. Per la sua peculiarità questo luogo era conosciuto da tutti, qui si veniva a bere un po’ d’acqua mentre si era a “passòn co le cavre” ed era un luogo molto caro alle persone dei comuni limitrofi: Doberdò del Lago, Fogliano-Redipuglia e Polazzo. Inoltre questo luogo, nel tempo, è entrato a far parte di quel grande insieme di leggende e racconti che caratterizzano questo territorio; si narra infatti che un pastore di nome “Angiolin”, portando a pascolare il suo gregge, si perse e invocò l’aiuto della Madonna, la quale fece apparire questa piccola sorgente che dissetò il pastore e gli diede le forze per poter ritrovare la giusta strada per tornare a casa. A proposito di questo luogo lo scrittore Silvio Domini scrive: “Se no credè ‘ndè a cercar la Busa de la Scudela, vederè che la trovè, ma stè tenti de no perderse!”

curiosita’ sui contastorie

Giancarlo Berin ama profondamente la cultura del suo territorio, ne conosce usi e costumi ed è un grande appassionato di fotografia. Da sei anni organizza periodicamente delle mostre fotografiche presso la parrocchia di Redipuglia in cui espone delle fotografie storiche che lui stesso raccoglie di famiglia in famiglia, proponendo sempre temi diversi: le comunioni, le scuole di Redipuglia, i mestieri di cestai e paglierai. La sua passione per le mostre fotografiche è nata casualmente. Un giorno trovò un’inserzione sul giornale riguardante la parrocchia di Chiopris Viscone, la quale cercava delle foto per celebrare il 250° anniversario di una processione del paese. Giancarlo, il cui padre apparteneva proprio alla stessa parrocchia, rispose portando alcune foto. Da quel momento il parroco gli propose una collaborazione che lo portò alla realizzazione di numerose mostre.

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